30 luglio 2008

James Tully: un prete pedofilo americano nascosto in Italia

James Tully è uno dei tanti sacerdoti cattolici coinvolti negli scandali a sfondo sessuale che sono venuti alla luce negli ultimi anni in USA. Da novembre 2007 è stato ospite dell'Istituto Missionario saveriano di Viale Trento a Vicenza. A scovarlo è stato Bill Nash, una delle vittime del sacerdote.

Padre James Tully ha abusato sessualmente di Nash e di altri sette seminaristi tra il 1987 e il 1989 al Xaverian Missionaries Seminary di Mailwaukee. Per questi reati i Missionari saveriani hanno accordato alle vittime ingenti risarcimenti. Bill Nash ha ottenuto 75.000 dollari, ma è deciso a continuare la sua battaglia per ottenere la riduzione allo stato laicale del reverendo Tully.



Durante il recente viaggio negli USA, papa Ratzinger ha affermato che non c'è spazio nella chiesa romana per i preti pedofili. E' proprio in forza di queste dichiarazioni che Nash ha spedito diverse lettere al Vaticano e ha consegnato personalmente una missiva al vescovo di Springfield. Mark DuPont, portavoce diocesiano, ha dichiarato che non hanno autorità in materia, essendo padre James Tully fuori dalla propria giurisdizione.

Il reverendo si trova infatti in Italia, grazie ad un ordine arrivato direttamente dalla casa generalizia dei Saveriani di Roma, nella persona di padre Rino Benzoni. A padre Mario Giavarini, rettore Istituto di Vicenza, era arrivato l'ordine di ospitare il confratello americano, ma di vietargli prestare servizio fuori dell’Istituto e di confessare. La verità è venuta a galla poche settimane fa', dopo che la notizia è stata pubblicata da alcuni giornali locali. Tully ne ha parlato con i saveriani vicentini dicendo che si tratta di "gesti interpretati male" e che "in America i preti hanno vita dura, c’è una sorta di caccia alle streghe, qualsiasi comportamento viene interpretato male. Una mano appoggiata su una spalla viene passata per una violenza".

Il rettore lo difende: "Non è scappato, non è fuggito, non è nascosto. Io gli credo. Se fosse stato condannato sarebbe stato espulso dall’Ordine". Ma padre James Tully era stato condannato a due anni di libertà vigilata per via dei suoi comportamenti disordinati nel 1992. Aveva dato bevande alcoliche a tre minorenni ed era stato curato nel Connecticut per i suoi "sexual problem", confessando tutto per iscritto al suo psicoterapeuta.




22 luglio 2008

Dure critiche di Paolo Villaggio alla chiesa e al papa

Paolo Villaggio ha recentemente pubblicato il libro "Storia della Libertà di pensiero", diponibile anche in podcast gratuito su iTunes. Intervistato dall'Espresso ha rilasciato alcune dichiarazioni molto critiche nei confronti della chiesa cattolica, dell'attuale papa e di quello precedente.



Secondo l'attore genovese, la chiesa:
"è stata la più grande forza reazionaria della storia, contraria a qualsiasi tipo di scoperta, evoluzione, originalità che scalfisse la sua autorità: la terra è piatta e il sole ci gira intorno, roba così. Galileo per non esser bruciato vivo dovette ammettere d'essersi sbagliato in tutto".

Negativa anche l'opinione su Ratzinger:
"Si è imbufalito per non essere stato messo tra le prime cento personalità del mondo. Lui, così vanitoso, sempre con la mitria. L'altro, il 'Santo Subito' Wojtyla, aveva un vantaggio: era un buon attore, fingeva di essere gobbo e buono, e viaggiava, e viaggiava, anche se non ha mai mosso la Chiesa di un millimetro. Questo è molto elegante, ha un accento che se si veste da SS con quella faccia fa svenire tutti gli ebrei che incontra. È inutile che s'incazzi. La retorica della povertà è quella che ha vinto sempre: San Francesco a piedi nudi, Ghandi vestito da paria, Teresa di Calcutta in sandali. Se vuol salire in classifica, si metta un saio da francescano, impari l'arabo e vada a Gaza a fare un discorso".

Al giornalista che gli chiede se non ha paura di essere scomunicato risponde:
"non mi hanno scomunicato ed è un'offesa maggiore. Non mi hanno considerato né rischioso né un pericolo. Per loro il mio libro sulla libertà di pensiero è robetta non nociva".

09 luglio 2008

Sabina Guzzanti contro papa Ratzinger - No Cav Day

Trascrizione dell'intervento di Sabina Guzzanti al No Cav Day contro papa Ratzinger. Il video completo è disponibile grazie a RaiNews24: prima parte, seconda parte.

Non c'è un motivo al mondo per cui Ratzinger deve inaugurare un anno accademico delle nostre Università. A onor del vero, grazie alla legge Moratti, fra vent'anni, il trenta per cento degli insegnanti sarà stato scelto dal Vaticano. Ma devono ancora passare vent'anni; e fra vent'anni Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all'inferno, tormentato da dei diavoloni frocioni attivissimi!
Ci sono una quantità di storie che non si vengono a sapere di ragazzi gay pestati e mandati all'ospedale. E questo grazie alla politica razzista perpetrata dal Vaticano che sta introducendo valori aberranti nella nostra magnifica repubblica fondata sulla Resistenza! Laica!


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08 luglio 2008

Cinque recenti condanne per pedofilia nella chiesa cattolica italiana

Nelle ultime settimane sono state emesse alcune sentenze di condanna nei confronti di preti della Chiesa Cattolica accusati di pedofilia.


Due settimane fa la Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado che condanna per F.C. un sacerdote varesino a due anni e otto mesi per atti di libidine su quattro ragazzi minorenni. Il prete, protetto dall'anonimato, ha ammesso i comportamenti illeciti ed eviterà il carcere grazie alla lieve entità della pena.


La Corte D'Appello di Bolzano ha invece condannato a sette anni e sei mesi di reclusione Don Giorgio Carli per violenza nei confronti di una bambina che all'epoca dei fatti aveva nove anni. Il prelato di San Giacomo era stato assolto in primo grado e farà ricorso in Cassazione. Don Carli ha lasciato la parrocchia Corpus Domini di via Gutenberg a Bolzano, ma continuerà a fare il prete nel trentino con una delega speciale per le attività giovanili. 


Sempre in giugno, è stato condannato a otto anni di reclusione Don Pierangelo Bertagna, abate di Farneta, in provincia di Arezzo. E' reo confesso di 38 casi di violenze ed è stato sospeso a divinis. Il sacerdote, che fa parte della congregazione dei Ricostruttori, con sede a Torino, non aveva mai nascosto le sue inclinazione ai superiori del suo movimento. Padre Vittorio Cappelletto, capo spirituale della comunità sapeva tutto dagli anni ottanta, prima che il Bertegna intraprendesse il percorso che lo portò a diventare sacerdote. Successivamente consigliò all'abate di andare in missione in Brasile. 


 A fine maggio è stato condannato a otto anni anche Don Mario Stefanoni, ex parroco di Ponte Tresa (VA), di Laglio (CO) e rimosso dalla parrocchia di Colico solo il 16 maggio di quest'anno. Il sacerdote era stato a lungo difeso dall'allora vescovo di Como mons. Maggiolini che lo lasciò operare indisturbato nonostante la magistratura avesse accertato comportamenti non consoni ad un prete. Ad esempio, Don Stefanoni era solito frequentare chat erotiche con il nicname "Sborra Boy" e acquistare film pornografici da Sky. Era stato proprio Maggiolini ad avvisarlo delle indagini in corso. 


Sempre a maggio è arrivata la sentenza di condanna a quattro anni di reclusione per padre Emilio Manzolini, sacerdote quarantanovenne della parrocchia romana di Santa Rosa da Viterbo, nel quartiere di Tor di Quinto. Il prete ha abusato di due bambine di dieci anni durante le confessioni, in sacrestia e nella casa parrocchiale.


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01 luglio 2008

Preti italiani pedofili: gli scandali non finiscono mai

Lo scandalo dei sacerdoti pedofili della Chiesa Cattolica italiana sembra non avere fine. Negli ultimi giorni sono venuti alla luce due nuovi casi a Roma, Firenze e nel Cuneese.
L'ultimo episodio di pedofilia di un prete cattolico risale a ieri: Don Ruggero Conti, parroco romano, è accusato di aver commesso violenza su almeno sette maschi minorenni che frequentavano l'oratorio e i centri estivi. I fatti sarebbero avvenuti negli ultimi dieci anni e le vittime sarebbero state attirate approfittando delle loro debolezze caratteriali e con la promessa di CD, DVD, capi d'abbigliamento o soldi. Il prete cinquantacinquenne era parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima a Roma ed era già stato sospeso (ma solo per un mese) proprio per queste vicende. L'inchiesta è iniziata grazie alla denuncia di un altro sacerdote (finalmente!).


Invece, pochi giorni fa, don Roberto Berti, parroco della Ginestra, nel comune di Lastra a Signa, nel fiorentino, è stato rimosso dal proprio incarico e trasferito in un convento. Ai parrocchiani era stato fatto credere che il prelato avesse bisogno di un periodo di riposo, ma la verità è presto venuta a galla. Don Berti è sotto processo canonico: avrebbe abusato di almeno cinque minori dall'inizio degli anni novanta al 2001, anno in cui venne trasferito in un'altra parrocchia. La curia è venuta a conoscenza del caso grazie al genitore di una delle vittime. Purtroppo nessuna denuncia è stata formalizzata alla magistratura italiana, ma adesso che i fatti sono diventati di dominio pubblico potrebbe intervenire la procura. Un altro scandalo per la chiesa fiorentina che segue quelli sessuali di Don Cantini, quelli finanziari di mons Acampa e l'orribile vicenda di padre Seromba accusato di crimini contro l'umanità per il genocidio dei Tutzi in Ruanda.


Aggiornamento: 
Poco dopo la pubblicazione di questo post è giunta la notizia di un nuovo caso. Il quotidiano La Stampa riferisce di indagini della Polizia Postale nei confronti di don Guido Finino, 41enne, parroco di Niella Belbo, Feisoglio e Cravanzana, nel cuneese.


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24 giugno 2008

La controversa figura del cardinale Siri: il nazismo, le donne, l'aids

Giuseppe Siri è stato uno dei più importanti cardinali della Chiesa Cattolica del 900. Dal 1959 al 1965 fu Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e guidò la diocesi di Genova per oltre quarant'anni. Fu un estremo conservatore, aiutò numerosi criminali nazisti a fuggire in Argentina, era contro l'uguaglianza tra uomo e donna, considerava l'AIDS una punizione divina.


Terminata la seconda Guerra Mondiale, Genova divenne il punto di partenza verso il Sud America di numerosi e importanti criminali nazisti. Dalla città ligure iniziò la fuga di Joseph Mengele (il dottor morte), Adolf Eichmann (cordinatore dei campi di sterminio), Erich Priebke (protagonista dell'eccidio delle Fosse Ardeatine) e Klaus Barbie (il macellaio di Lione). Siri divenne arcivescovo della città nel 1946 e fondò due organizzazioni che fornirono le coperture necessarie ai gerarchi nazisti. A gestire la rete era il prete croato Karl Petranovic che si occupava di ottenere il benestare del Vaticano per ogni singolo criminale, i documenti falsi dalla Croce Rossa e di nascondere i nazisti nel conventi.


"Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore", Efesini 5,22. Siri era fedele a questo insegnamento biblico e predicava la subordinazione della donna all'uomo. Arrivò al punto di condannare l'uso dei pantaloni.


"E' un castigo di Dio, evidentemente, perché prima non c’era. [...] È una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente. Purtroppo la malattia si espande da costoro agli altri, innocenti, e così li hanno sulla coscienza. [...] Il mondo ha progredito soprattutto nei sette peccati capitali. Dio per risposta ci ha mandato l’AIDS". Questo era il pensiero del cardinal Siri, sulla scia della tradizione cattolica di Papa Leone XII che nel 1826 disse: "Chiunque procederà alla vaccinazione cesserà d’essere figlio di Dio: il vaiolo è un castigo voluto da Dio, la vaccinazione è una sfida contro il cielo".


19 giugno 2008

Congresso cattolico sulle devianze sessuali

Nel 1972 a Sanremo il Centro italiano di sessuologia, un'organizzazione di ispirazione cattolica, organizzò un congresso internazionale sulle devianze sessuali. Il programma prevedeva molti interventi relativi alla cura e alle terapie per la guarigione dall'omosessualità.



Luigi Vacchi descrive sulla rivista Panorama del 20 aprile 1972 alcune di queste tecniche. Ad esempio, lo psichiatra inglese Philip Feldmann propone la terapia dell'avversione: "si proietta la diapositiva di un uomo nudo visto di spalle davanti ad un omosessuale. Se questo indugia più di otto secondi ad ammirarla riceve una scossa, un piccolo choc, attraverso degli elettrodi applicati ai polpastrelli. Poi la diapositiva dell'uomo scompare, sostituita da quella di una bella donna anch'essa nuda. In questo caso l'omosessuale non riceve alcuna scossa. Così, al senso di dolore prodotto dalla vista dell'uomo dovrebbe sostituirsi via via il senso del piacere dovuto dal non ricevere scosse alla vista della donna".Un altro metodo proposto nel convegno cattolico era la ''tecnica di Reder'' che consisteva nel produrre una lesione nel nucleo ventricolare mediale del cervello.

Un'ulteriore tecnica proposta dal brasiliano Jefferson Gonzaga faceva uso dell'ipnosi. Questo metodo avrebbe dovuto però essere integrato da una donna compiacente che dopo aver finto un incontro casuale con l'omosessuale lo avesse rimorchiato e ci avesse fatto del sesso.

Inaspettatamente, davanti al Casinò di Sanremo sede del convegno, una quarantina di omosessuali del Fuori e di altre associazioni gaylesbo europee accolsero i "dottori" con cartelli del tipo "Psichiatri, siamo venuti a curarvi". Si trattò di una delle prime uscite pubbliche del movimento gay in Italia. Gli organizzatori del convegno chiamarono la polizia che sequestrò il materiale stampato, schedò i manifestanti e ne portò alcuni in questura per accertamenti. La notizia diventò molto ghiotta per i cronisti ed il congresso cattolico fu rovinato.


Questo episodio è descritto da Gianni Rossi Barilli nel libro"Il movimento gay in Italia" edito da Feltrinelli.